Per Active Protection Systems (APS), ossia Sistemi di Protezione Attiva, si intendono tutti quei sistemi in grado di impedire o prevenire che un dato obiettivo venga colpito da missili o proiettili. Gli APS si dividono in due categorie principali:

  • sistemi Soft-Kill: sono tutte quelle contromisure adottate che prevedono l’uso dello spettro acustico, elettromagnetico ed alterazione della firma termica di un obiettivo (es. veicolo) in modo tale da manipolare le capacità di individuazione del missile o proiettile in arrivo.
  • sistemi Hard-Kill: sono tutte quelle contromisure che “contrattaccano” fisicamente la minaccia in arrivo, lanciando, in generale, altri proiettili in grado di far detonare l’esplosivo o di alterare capacità offensive della minaccia.

DI seguito si parlerà prevalentemente dei sistemi Hard-Kill ma saranno citati anche i sistemi Soft-Kill.

La necessità dell’uso di sistemi APS è non è mai stata di così grande interesse ed importanza come al momento.
I recenti conflitti (Afghanistan, Iraq, Siria, ecc.) hanno dimostrato come i veicoli (moderni o non), sprovvisti di contromisure adeguate, sono in balia degli ATGM (Anti-Tank Guided Missile) o di razzi.

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Leopard2A4 turco colpito da un ATGM TOW2A in Siria.

I sistemi APS non sono progetti degli ultimi anni ma risalgono al periodo della Guerra Fredda: in linea temporale, i primi veicoli ad utilizzare delle difese Hard-Kill furono i T-55 e T-62 con l’APS Drozd durante gli anni ‘80 (che vennero dispiegati in Afghanistan).
Attualmente pochi paesi dispongono di APS (prevalentemente Hard-Kill): l’esempio più rilevante è Israele che ha dispiegato i carri armati Merkava e gli HAPC (Heavy Armored Personnel Carrier) Namer muniti del sistema Trophy e, prima di Israele, la Russia aveva equipaggiato i carri T-80 con il sistema Arena.

Sistemi Hard-Kill

Per Hard-Kill si intende quella parte di un APS che contrasta le minacce tramite lanciatori (non) orientabili o lanciatori a “a scatola” posizionati intorno al veicolo. Nel caso dei lanciatori (non) orientabili, si tratta, in genere, di tubi simili per forma ai lanciatori di fumogeni/artifizi del sistema Soft-Kill, ma con la differenza di contenere proietti o esplosivi. Una volta individuata la minaccia in arrivo, i lanciatori eiettano le cariche o i proiettili nella direzione dell’obiettivo, con lo scopo di distruggerlo o di diminuire le capacità offensive.

leds-150 active protection system
LEDS-150, uno dei tanti APS in circolazione. Si nota il sottosistema costituito dai tubi di lancio con i relativi proietti. Al di sotto il proiettile Mongoose-1 caricato nei tubi di lancio.

Affianco ai lanciatori, possono essere presenti altri dispositivi come lanciatori a “scatola” contenenti pacchetti esplosivi: la differenza sostanziale rispetto agli ERA (Explosive Reactive Armor), che sono di tipo “passivo” (esplodono solo quando la minaccia penetra nel pacchetto), è che negli APS le cariche vengono detonate in prossimità del veicolo, con lo stesso scopo dei lanciatori citati prima (quindi sono di tipo “attivo“).

Un video che può essere di esempio in quest’ultimo caso è il seguente: una volta lanciato l’RPG, il sistema APS Arena individua la minaccia in arrivo e eietta le cariche esplosive che distruggono l’obiettivo a Distanza di Ingaggio.

Quindi i sistemi APS si possono raggruppare, generalmente, in 3 categorie:

  • APS con lanciatori orientabili
  • APS con lanciatori non orientabili
  • APS con lanciatori a “scatola”

Un veicolo può comunque presentare caratteristiche che si ricollegano a ciascuna di queste categorie.

Prima di parlare nello specifico dei vari sistemi, si elencano le caratteristiche principali degli APS.

  • Raggio di Rilevazione (Detection Range): è la distanza necessaria al sistema per poter individuare la minaccia in arrivo.
  • Tempo di Reazione del Sistema (SRT, System Reaction Time): è il tempo necessario al sistema per individuare, ingaggiare e distruggere la minaccia in arrivo. Più breve è il Tempo di Reazione, migliore, in generale, è il sistema.
  • Distanza Minima di Distruzione (MDD, Minimum Defeat Distance): è la distanza minima necessaria alla distruzione della minaccia.
  • Distanza di Ingaggio: è il punto in cui la minaccia viene colpita e non è equivalente alla Distanza Minima di Distruzione, che potrebbe essere piccola o grande. Se la minaccia viene distrutta a ridosso di un mezzo, è facile che vi siano danni collaterali. Se la minaccia viene eliminata a decine di metri dal mezzo, il danno collaterale diminuisce. Più la Distanza di Ingaggio si avvicina alla Distanza di Minima Distruzione, meno danni collaterali ci sono.
  • Capacità di Ingaggio Multiplo: ogni APS dispone di sistemi in grado di ingaggiare uno o più bersagli, per esempio i lanciatori. Se un APS possiede 4 lanciatori, può ingaggiare più bersagli simultaneamente rispetto ad un APS con 2 lanciatori (ipotizzando in entrambi i casi che i lanciatori siano indipendenti). Inoltre, è importante anche il numero di contromisure disponibili su ciascun lanciatore: un lanciatore che può sparare più proiettili senza essere ricaricato fornisce una maggiore Capacità di Ingaggio Multiplo rispetto ad un lanciatore con un solo proietto.
  • Tempo di Ingaggio Multiplo: è il tempo che caratterizza i sistemi APS in grado di ricaricare automaticamente i tubi dei lanciatori.
active protection system infographic infografica sistema di protezione attivo
Infografica delle nozioni riportate sopra.

1. APS Trophy

Il sistema APS Trophy (denominato anche ASPRO-A o Windbreaker) è stato progettato dall’industria israeliana Rafael. Attualmente è in uso dall’IDF (Israeli Defence Forces) sui carri armati Merkava 4M e sugli HAPC Namer.

Sono presenti 3 versioni del sistema Trophy:

  • Trophy-HV
  • Trophy-MV
  • Trophy-LV

Il Trophy-HV (H per Heavy) ha un peso di 850 kg e occupa un volume di 0,69 m³: è costituito da 4 pannelli radar EL/M-2133, 2 lanciatori orientabili e 2 sistemi per il ricaricamento (che contengono 3 proiettili). I lanciatori, a seguito dell’uso, si ricaricano automaticamente fino ad esaurimento, dopo cui è richiesto l’ausilio del personale dall’esterno.
Il Trophy-MV (M per Medium) ha un peso di 520 kg e occupa un volume di 0,42 m³: è la versione adeguata per veicoli corazzati ma più leggeri come APC o IFV. La struttura rimane equivalente a quella del Trophy-HV ma possiede anche dispositivi di tipo Soft-Kill (laser jammer).
Il Trophy-LV (L per Light) è la versione più leggera ed è stata sviluppata prevalentemente per veicoli con peso minore alle 8 t. Non si hanno molte informazioni su questa tipologia ma è stata testata su alcuni veicoli tra cui l’M-ATV di Oshkosh.

Prendendo in considerazione il Trophy-HV, il sistema è costituito da 2 lanciatori orientabili posizionati lateralmente al veicolo: nel momento in cui la minaccia viene individuata, la carica costituita da esplosivi del tipo MEFP (pallettoni metallici, si rimanda a questo link) viene fatta detonare nella direzione dell’obiettivo. Il problema che sorge dall’uso delle cariche EFP è la formazione di schegge anche verso il veicolo, motivo per cui dietro ogni lanciatore è presente uno scudo metallico (da ciò segue che il lanciatore non può essere direzionato a 360°). Le schegge generate dall’esplosione della carica sono un problema anche per l’eventuale personale a terra, pertanto i veicoli equipaggiati con il Trophy non possono operare con militari nelle vicinanze.

trophy merkava 4 aps active protection system
Trophy-HV su Merkava 4. Si notano i 3 dispositivi principali.

L’APS Trophy non è comunque in grado di eliminare tutte le minacce presenti: il sistema è stato progettato principalmente per la difesa dei carri e veicoli da ATGM e razzi, munizionamenti HE e HEAT ma non da penetratori cinetici (KEP, Kinetic Energy Penetrators) né da mine o IED.
Si stima che la Distanza di Ingaggio (quella in cui la minaccia è intercettata) va dai 10 ai 30 m dal veicolo e il Tempo di Reazione (SRT) è di circa 300/350 ms.
Non è possibile conoscere i dati effettivi del sistema, ma basandosi sul video commerciale della Rafael, tra il minuto 1:32 e, circa, 1:34, avviene il ricaricamento automatico del lanciatore. Escludendo quindi il caso in cui il video è stato velocizzato appositamente, il Tempo di Ingaggio Multiplo è di circa 2 secondi.

2. APS AWiSS

Il sistema APS AWiSS è un progetto che risale al 1997 quando la Diehl ottenne il contratto per lo sviluppo di 2 differenti APS, uno denominato AFSS, per contrastare ATGM e razzi, e l’altro AKESS, ideato contro i penetratori cinetici (KEP).
Nel 1999 i due progetti furono combinati sotto il nome di AWiSS (Abstandswirksames Schutzsystem), che in seguito fu utilizzato come base di un altro APS, denominato AVePS.

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Leopard2AV con APS AWiSS (lanciatore ad unico tubo) distrugge un ATGM Milan (dimostrazione del 2006).

Il sistema è costituito da 4 radar e 2 lanciatori da 3 o 4 tubi, i quali coprono un angolo di 240° l’uno, con una velocità angolare di 600°/s; il peso dell’APS è di circa 400 kg.
Le contromisure sparate dai lanciatori (cariche HE di 3 kg) intercettano l’obiettivo ad una Distanza di Ingaggio che va dai 10 ai 25 m, efficaci sia contro ATGM/razzi che contro penetratori cinetici (KEP); è stimato che il Tempo di Reazione del Sistema (SRT) è di 355 ms.
Il problema principale di questo APS è la necessità di ricavare degli incavi nel veicolo per poter installare i lanciatori (installazione invasiva rispetto a molti altri sistemi).

awiss 4 tubi lanciatore aps
Lanciatore da 4 tubi del sistema AWiSS.

3. APS IAAPS

L’APS IAAPS, sviluppato dalla United Defense (oggi BAE Systems), fu un progetto che risale al 1997 per il Future Combat System (FCS) dello US Army: il sistema è costituito sia da contromisure Soft-Kill che Hard-Kill, basate su 2 sensori passivi (ricevitore di allarme laser e un dispositivo optronico per rilevare la traccia termica di oggetti in arrivo), su un radar e lanciatori orientabili. A seguito dell’uso di contromisure Soft-Kill come DIRCM (Directional InfraRed CounterMeasure) e LATADS (LAser TArget Decoy System), vengono utilizzati 2 lanciatori da 4 tubi, equipaggiati con proiettili HE che intercettano l’obiettivo ad una Distanza di Ingaggio di circa 30 m. Alcuni test effettuati nel 2003 e 2006 hanno evidenziato che il sistema è in grado di contrastare minacce come ATGM, razzi e anche penetratori cinetici (KEP).

 

Un derivato dell’IAAPS è il CICM (Close-In CounterMeasure), sviluppato nel 2004 per i veicoli leggeri: il sistema presenta un dispositivo optronico per la rilevazione della traccia termica di oggetti in arrivo e un radar. Sono presenti 2 lanciatori da 2 tubi con copertura di 360°, caricati con 55 pallettoni metallici (probabilmente acciaio/tungsteno o metalli ad alta densità); il peso dell’APS è di circa 200 kg mentre si stima che la Distanza di Ingaggio è di circa 10 m.

4. APS AVePS

Il sistema AVePS (Active Vehicle Protection System) nasce dalla collaborazione tra la tedesca Diehl e la israeliana IMI e si basa sul progetto dell’AWiSS, integrandolo con nuove tecnologie (da questa collaborazione venne sviluppato anche l’Iron Fist). L’AVePS è costituto da sensori e, al massimo, da 2 lanciatori da 4 tubi, con una velocità angolare di 600°/s. A differenza di altri sistemi, l’AVePS non è invasivo, in quanto i sistemi possono essere posizionati sul veicolo senza dover effettuare degli incavi nella corazzatura.
Il computer centrale occupa un volume di 0,08 m³, il Tempo di Reazione (SRT) è minore di 400 ms e il peso dell’APS è di circa 500 kg (350 kg nel caso di un solo lanciatore). Non sono presenti sistemi di ricaricamento automatico, ma il tempo di ricaricamento è relativamente breve rispetto ad altri APS.

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Ricaricamento del sistema AVePS.

5. APS Iron FIst

L’APS Iron Fist di IMI è costituito da 2 lanciatori, ognuno dei quali contiene 2 tubi con le relative contromisure. Diversamente dall’AVePS, l’Iron Fist utilizza lo stesso tipo di radar dell’APS Trophy. Rispetto all’APS tedesco, integra anche misure Soft-Kill come l’uso di jammer (disturbatori) di ATGM, quindi a guida laser (per esempio il Milan o il TOW). Il Tempo di Reazione del Sistema (SRT) è circa 300/350 ms.
L’IDF (Israel Defense Forces) preferì il Trophy all’Iron Fist e il suo finanziamento fu interrotto, ma la IMI riuscì a trovare altri investitori come lo US Army, interessato a quest’ultimo come parte del sistema di protezione attiva modulare (MAPS). L’Olanda ha avviato il test dell’APS sui veicoli CV9035 IFV ed entro il 2018 dovrebbero annunciare i risultati (quindi la scelta di acquisirlo).

iron fist aps active protection system
Lanciatore da 2 tubi dell’Iron Fist.

È inoltre presente una variante dell’Iron Fist, l’Iron Fist Light Configuration (Iron Fist LC) conosciuto anche come Iron Fist Lite, versione svelata nel 2016 sul veicolo Sentinel II, uno dei candidati del programma australiano LAND 400.
L’Iron Fist LC sembra essere una variante più piccola, che utilizza ancora 2 lanciatori con due cariche ma non è incluso il sistema Soft-Kill; il peso di questa variante a due lanciatori è di circa 250 kg. Questa versione è pero inefficace contro penetratori cinetici (KEP).

AVePS ha un vantaggio nella capacità di colpire più minacce in arrivo rispetto l’Iron Fist, permettendo di ingaggiare e abbattere il doppio degli obiettivi prima della ricarica. L’Iron Fist offre però un sistema passivo (Soft-Kill) e un peso minore.

Nel video seguente di Discovery Channel viene effettuato il test dell’Iron Fist montato su un APC M113:

6. APS LEDS

LEDS, acronimo di Land Electronic Defence System, è un sistema APS della svedese SAAB. E’ una larga famiglia di prodotti che include il sistema di allarme laser LEDS-50 (per esempio installato sui CV9035 olandesi) e i sistemi di protezione Hard-Kill LED-100 o LEDS-150, LEDS-200 e LEDS-300.

saab e tata equipaggiano un T-90 con il sistema APS LEDS 150
Al Defexpo 2016 TATA e SAAB hanno presentato un modellino di T-90 equipaggiato con LEDS-150 e relativi radar di rilevazione.

Il LEDS-150 consiste di un radar e sensori IR, un’unità computazionale e 2 lanciatori, che vengono designati dalla SAAB come HSDL (High Speed Directed Launchers). In generale sui veicoli più leggeri viene installato solo 1 lanciatore, mentre quelli più pesanti con 2. Ogni HDSL contiene 6 missili Mongoose-1, prodotti dalla sud africana Denel Dynamics.
Il Mongoose-1 è più piccolo dei proiettili usati nei sistemi APS AWiSS, AVePS e Iron Fist; sono invece paragonabili a quelli utilizzati sull’Iron Fist LC.
La SAAB dichiara che il LEDS-150 può abbattere RPG, ATGM e proiettili HE(AT), ma non è efficiente contro penetratori cinetici. Il LEDS non usa testate a frammentazione e quindi non rappresenta un pericolo per la fanteria amica. L’intercettazione con il Mongoose-1 avviene a una distanza tra i 5 e i 15m dal veicolo.

cv90 armadillo equipaggiato con aps leds-150
CV-90 Armadillo con sistema APS LEDS 150. Si notano i radar posizionati lateralmente.

Il LEDS-200 include anche un sistema di difesa passiva (Soft-Kill) da oggetti che colpiscono dall’alto. Il sistema consiste in un dispositivo automatico con generatore di schiuma: la schiuma altera la forma fisica del mezzo e la sua impronta termica quindi i missili a ricerca di calore potrebbero non riconoscere il mezzo. La schiuma è anche sfruttata per sopprimere incendi sul tetto del mezzo, provocati da lanci di molotov.
Il LEDS-300 aggiunge la capacità a lungo raggio agli HSDL, permettendo l’ingaggio di ATGM e RPG a 150m di distanza.

leds 150 active protection system
LEDS 150 Interecetta oggetto in arrivo.

7. APS KAPS

Il KAPS (Korean Active Protection System) è un sistema sviluppato su ordine dell’Amministrazione del Programma di Difesa sudcoreano (South Korean Defense Acquisition Program Administration o DAPA, 방위사업청). Lo sviluppo cominciò nel 2006, quando gli ufficiali sudcoreani valutarono l’adozione dell’APS russo Arena, ma che fu poi rifiutato. Fu quindi sviluppato il KAPS con un finanziamento di 36 milioni di dollari fino ad inizio 2011, con fine sviluppo previsto per il 2013. Il KAPS consiste di 2 unità radar di ricerca e tracciamento, 1 unità di controllo computazionale, rilevatori IR e lanciatori.

Gli oggetti in arrivo sono rilevati da 2 unità radar multi-pannello posizionate sui lati della torretta e dai rilevatori IR. La minaccia viene eliminata tramite 2 lanciatori a 2 tubi ciascuno. I proiettili equipaggiati nei tubi sono munizioni HE al tungsteno che detonano in prossimità dell’obiettivo. Ciò indica che il sistema è efficace contro RPG, ATGM o munizioni HE(AT) ma non contro penetratori cinetici.
Le dimensioni ridotte dell’unità di lancio implicano che I motori e gli ingranaggi sono installati sotto il tetto della torretta proprio come nell’AWiSS.
Secondo i dati forniti dalle autorità sudcoreane, il Tempo di Reazione del Sistema (SRT) varia tra i 0.2 e 0.3 secondi. Data la natura del sistema, questo APS non è utilizzabile se è presente fanteria nelle vicinanze.
Di seguito un video dell’APS Kaps posizionato sul K-2 MBT.

Fonti ed Immagini:

http://www.israeldefense.co.il/en/content/rafael-light-version-trophy-aps
https://en.wikipedia.org/wiki/Trophy_(countermeasure)
http://defense-update.com/products/a/awiss.htm
http://defense-update.com/products/i/iaaps.htm
http://defense-update.com/products/c/CICM.htm
https://below-the-turret-ring.blogspot.it/2017/01/hardkill-aps-overview.html
http://www.army-guide.com/eng/product.php?prodID=4537&printmode=1
https://defence.ru/assets/content/document/89/aveps.pdf?inline
http://www.defense-aerospace.com/articles-view/release/3/133134/korea-develops-active-tank-protection-system.html

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